Che cos’è il DLI?
Il DLI è una misurazione che si basa sul metodo PPFD (vedi l’articolo su cosa è il PPFD). Il DLI misura i fotoni fotosinteticamente attivi che colpiscono la pianta in un’area specifica, entro una finestra di 24 ore.
Le piante catturano i fotoni (il fotone è il quanto di energia della radiazione elettromagnetica, chiamato anche quanto di luce) e li trasformano in energia con l’aiuto della clorofilla e del carotenoide – i carotenoidi aiutano le molecole di clorofilla ad assorbire la luce nella fotosintesi. I carotenoidi assorbono anche la luce in eccesso quando questa raggiunge livelli pericolosi.
I fotoni foto sinteticamente attivi sono circoscritti alla radiazione luminosa che rientra nell’intervallo 400-700 nm. È questo tipo di luce che usano le piante. Quando la luce esce da questo intervallo, è essenzialmente inutile .
Invece di addentrarci in calcoli complicati, per ora tralasciamo gli aspetti tecnici e scopriremo in che modo il DLI è vantaggioso per le piante.
Perché la luce è così importante per le piante?
La luce è la forza trainante primaria per tutte le piante fotosintetiche. Sebbene altri fattori, come il mezzo in cui sono ancorate, le radici e l’umidità siano oltremodo essenziali, la luce gioca un ruolo fondamentale per la maggior parte delle piante. La luce alimenta ogni processo della pianta, come la crescita delle radici, la produzione di fiori e la crescita vegetativa. Il DLI misura la quantità di luce al giorno che le piante usano per raggiungere il loro potenziale ed è per questo che è così determinante. Laddove abbiamo un ambiente colturale con troppa poca luce la pianta sarà fragile e debole, mentre troppa luce la danneggerà e le impedirà di procedere ulteriormente nel processo di fotosintesi. Entrambe queste condizioni si tradurranno in una resa scarsa.
Tutte le piante hanno un DLI ottimale (o massimo). Conoscere il DLI ottimale della pianta consente di regolare il fabbisogno di fotoni giornaliero entro un range corretto. Questo è assolutamente necessario anche per le colture in serra e altrettanto spesso il contadino regola questo fabbisogno in modo istintivo, ma basato sull’esperienza.
Le piante hanno requisiti DLI diversi in base al loro habitat naturale. Una pianta che cresce al suolo nella giungla ha un DLI significativamente più basso rispetto a quello di una palma che riceve un’enorme quantità di sole abbagliante.
Diamo un’occhiata al DLI di alcune colture che vengono comunemente coltivate indoor.
| Pianta | DLI |
|---|---|
| Lattuga | 14 – 16 |
| Piselli | 9 |
| Basilico | 12 |
| Broccoli | 15 – 35 |
| Pomodori | 20 – 30 |
| Zucchine | 25 |
| Peperoni | 30 – 40 |
| Cannabis | 30 – 45 |
Da questa formula è possibile ricavare sia il valore di PPFD necessari per raggiungere una quantità desiderata di DLI, sia le ore di luce necessarie per l’illuminazione corretta di una pianta.
In merito ai DLI è bene specificare che nelle serre, circa la metà della quantità di luce naturale utilizzata è alterata nel momento dell’ingresso in serra, per l’assorbimento causato dalla struttura e dal materiale di copertura.
Per approfondire l’argomento
Agrivoltaico e olivicoltura intensiva, e l’azienda agricola torna protagonista
Requisiti di una serra fotovoltaica che sia rispettosa dell’ambiente, economica nella gestione, produttiva nella coltura agricola e ottima per il generatore fotovoltaico
Calcolatrice converti PPF in lumen e viceversa
Calcolatrice da PPFD (μmol/s/m2) a DLI (mol/m2/day)
Agricoltura e fotovoltaico per la svolta ecologica ed energetica




