La produzione di energia elettrica mai ostativa per la coltura

L’elemento che distingue una serra dagli altri edifici è la trasparenza della copertura, determinata dalla necessità di utilizzare la luce del sole come un carburante indispensabile per la fotosintesi. Quando le serre diventano fotovoltaiche è evidente che una porzione di luce viene sottratta alla coltura

L’elemento che distingue una serra dagli altri edifici è la trasparenza della copertura, determinata dalla necessità di utilizzare la luce del sole come un carburante indispensabile per la fotosintesi. Quando le serre diventano fotovoltaiche è evidente che una porzione di luce viene sottratta alla coltura, ma è altrettanto evidente che le varie tipologie di piante hanno necessità diverse nel processo di crescita e maturazione.

Raramente la luce solare è eccessiva per le colture, ma è altrettanto vero che una corretta modulazione della quantità può giovare; infatti è importante individuare “l’intensità luminosa di compensazione” che nelle piante erbacee C4 è 8-25, nelle specie erbacee coltivate C3 è invece 8-15 con una saturazione luminosa compresa tra 200 e 600 watt al m2.

Rispetto agli esseri umani, le piante hanno una diversa sensibilità alla luce, infatti solo una frazione della luce visibile all’occhio umano contribuisce alla loro crescita (fotosintesi), cioè la luce con lunghezza d’onda comprese tra 400 e 700 nm, che è la zona PAR (Photosynthetically Active Radiatio).

Circa il 45% delle radiazioni complessive della luce solare è la cosiddetta zona PAR.

Pertanto la luce giornaliera di cui necessitano le colture è determinata dal DLI (Daily Light Integral) dove il DLI = PPFD (μmol / m2) x 3,600 (s / h) x fotoperiodo (ore / giorno), quindi possiamo immaginare il comportamento dei fotoni come se fossero goccioline di acqua. Il livello istantaneo luminoso in μmol/mq·s è il numero di goccioline raccolte in un metro quadro di superficie al secondo. Allo stesso modo però possiamo considerare il numero di goccioline totali che cadono in un giorno o in 18 ore di luce, misurando alla sera il livello di acqua chiamandolo ‘integrale giornaliero della luce’’ μmol/mq·giorno.

Pertanto il nostro lavoro nell’ultimo decennio si è sviluppato tenendo conto di questi fattori che hanno condizionato lo sviluppo progettuale delle strutture serricole fotovoltaiche.

Per approfondire l’argomento

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Calcola il DLI (Daily light integral) della serra che hai in mente. Partendo dall’area geografica italiana interessata e conoscendo i fattori limitanti, in termini di riduzione della radiazione luminosa determinata dalla struttura e dal materiale scelto come copertura, puoi calcolare il DLI del tuo progetto.

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